Porte Blindate Bertolotto

CLASSIFICAZIONE DELLE EFFRAZIONI

COS.FER. è produttrice di serramenti da oltre vent’anni e, anche per questo motivo, è esperta in tutto ciò che riguarda la Sicurezza rispetto ai tentativi di furto in case, negozi ed uffici.

Per essere in grado di scegliere con cognizione un prodotto efficace per la sicurezza della propria casa, del proprio negozio o del proprio ufficio, è necessario valutare la sua classe antieffrazione.

CLASSIFICAZIONE DELLE CLASSI SECONDO LA NORMA UNI 1627:2011

La norma UNI 1627:2011 è nata per valutare i requisiti di classificazione delle effrazioni in base ad alcuni test di resistenza condotti su porte, finestre, inferriate e persiane.

Al fine di identificare i risultati, si prenda nota che la classificazione è suddivisa in 6 classi gerarchiche, in cui la scala di valori è crescente: un prodotto in classe 1 è sensibile ai tentativi di scasso; un prodotto in classe 6, invece, rappresenta il massimo della sicurezza.

Un esempio: per abitazioni di privati, la classe 3 può essere considerato un giusto compromesso.

Per arrivare a qualificarsi come un “ottimo deterrente per i malintenzionati”, un sistema di sicurezza passivo dovrebbe agire attraverso installazioni che presentino lo stesso livello di sicurezza in tutte le parti, quindi sapientemente posizionate in ogni punto di entrata/uscita, senza esclusioni.

La differenza tra le classi antieffrazione è legata, da un lato, agli strumenti utilizzati per il tentativo di scasso, dall’altro all’atteggiamento stesso del ladro.

Vediamo, allora, quali sono le 6 classi di resistenza e i relativi metodi di effrazione previsti:

Porte Blindate classe 1
Lo scassinatore occasionale prova a forzare la porta, la finestra, o l’oscurante chiuso, usando di base la forza fisica (ad es. con calci, spallate…) e con l’ausilio di piccoli attrezzi.
Solitamente non conosce la reale resistenza del prodotto, è però molto attento ai tempi e sensibile ai rumori, ma non è disposto a correre grossi rischi.
Porte Blindate classe 2

Lo scassinatore occasionale tenta di forzare la finestra, la porta o l’oscurante chiuso, stavolta con attrezzi rudimentali (ad es. con cacciaviti, tenaglie…).
Ha qualche conoscenza, ma solo a livello elementare, circa la resistenza del sistema di sicurezza, è però molto attento ai tempi e sensibile ai rumori. Non è ancora disposto a correre grossi rischi.
Non utilizza strumenti meccanici in grado di perforare.

Porte Blindate classe 3
Lo scassinatore, in questo caso, cerca di entrare usando un piede di porco e allo stesso tempo si aiuta con un cacciavite, con utensili manuali di varia natura e con strumenti di perforazione meccanici che consentono di danneggiare i dispositivi di chiusura meno resistenti.
Ha più conoscenze, ma ancora di natura generica, circa la resistenza del sistema di sicurezza. Attento ai tempi e sensibile ai rumori, questo tipo di scassinatore è anche disposto a correre rischi di media entità.
Porte Blindate classe 4

Lo scassinatore esperto si serve, oltre che di tutti i mezzi e gli strumenti elencati nelle classi precedenti, anche di utensili più “avanzati” (ad es. martelli, accette, scalpelli e trapani portatili a batterie), pertanto si può affermare che disponga di molteplici modalità di effrazione.
È disposto a correre rischi maggiori, motivo per cui sarà meno attento ad eventuali rumori.

Porte Blindate classe 5
Lo scassinatore esperto, in aggiunta a quanto già disposto per le classi 1 – 4, si serve anche di attrezzi elettrici (es. trapani, seghe a sciabola e mole ad angolo con un disco di max 125mm di diametro), che aumentano sostanzialmente le possibilità di effrazione.
È motivato e abbastanza organizzato, oltre ad essere fondamentalmente molto meno attento ai rumori, in quanto pronto a sostenere rischi notevoli.
Porte Blindate classe 6
Lo scassinatore esperto si avvale anche di un tipo di strumentazione più efficace, costituita da attrezzi elettrici di maggiore potenza (ad es. trapani, seghe a sciabola e mole ad angolo con un disco di max 230mm), ovvero mezzi che dispongono di un alto livello di efficacia, nonostante siano utilizzati da una singola persona.
Rispetto alle classi precedenti, questo scassinatore è sia molto motivato che molto organizzato, non è allarmato dai rumori e si appresta a correre rischi molto elevati.

PORTE BLINDATE BERTOLOTTO

Una volta chiarite le differenze tra le classi, gli strumenti e gli atteggiamenti utilizzati per compiere una effrazione, è possibile avere una panoramica completa sulle situazioni possibili.

È fondamentale valutare questi fattori ed esaminarli, tenendo presente anche il contesto in cui è inserita l’abitazione/il negozio/l’ufficio. Solo a questo punto è possibile stabilire, in tutta chiarezza (e sicurezza), quale sia il corretto sistema di sicurezza passivo, da sviluppare su misura.

N.B. Si tenga presente che la combinazione di più prodotti può allungare molto le tempistiche relative al tentativo di scasso, talvolta inducendo addirittura lo scassinatore ad arrendersi.

Abbiamo accennato al fattore “Contesto d’inserimento dell’immobile”: in questo senso, è molto importante effettuare una corretta valutazione dei rischi prima di procedere.

COSA SI INTENDE CON ‘VALUTAZIONE DEI RISCHI’?

Quando parliamo di valutazione dei rischi, solitamente il riferimento primario è all’abitazione.

Con questo termine si intende un’analisi a 360 gradi, svolta da professionisti nel settore – quindi da operatori specializzati nella protezione contro le effrazioni -, che risulta essenziale per comprendere quali possano essere gli strumenti più adeguati allo scopo di proteggere varie aree della casa, oltre al grado di sicurezza che è opportuno scegliere.

Questa valutazione ha come oggetto lo studio e l’analisi dei diversi fattori che potrebbero semplificare e velocizzare eventuali furti sia nelle abitazioni private che nelle relative pertinenze accessorie (quindi ville, appartamenti ecc. e box, cantine o sottotetti…).

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LE FASI

La valutazione dei rischi si articola in due fasi distinte, utili per arrivare a definire quale sia la soluzione migliore, ossia la più indicata per quel contesto:

  • FASE PREVENTIVA:Esempi di argomenti: la tipologia di serrature presenti; quali e quanti ingressi; la presenza o meno di tettoie, ecc. L’abitudine di non chiudere a chiave la porta di casa; di lasciare la chiave nella serratura; di lasciare esposti i propri dati sulla cassetta postale, ecè il primo step, quello in cui l’interessato risponderà ad alcune domande poste da un consulente sulla sicurezza. Gli argomenti saranno incentrati, naturalmente, su diversi aspetti legati sia all’abitazione in sé che alle abitudini, ossia alla routine di chi vi abita.
  • FASE REALE:
    a seguito dell’intervista, un esperto si reca fisicamente presso l’abitazione interessata. Giunto sul luogo, questi verifica che lo studio e la progettazione della soluzione ideale siano effettivamente ottimali e corretti per quel contesto, attraverso una valutazione tecnico-ambientale legata ai punti critici della stessa.

Una volta accertate le condizioni, si può finalmente procedere con la realizzazione del sistema di sicurezza ottimale, la soluzione progettata su misura per intervenire nel modo migliore in termini di resistenza atentativi di effrazione.

CONSIGLI PER SCORAGGIARE GLI SCASSINATORI

Qui di seguito pochi e semplici consigli per scoraggiare i potenziali scassinatori ad introdursi in casa vostra, nel vostro negozio o nel vostro ufficio. Piccole cose a cui, magari, non si pensa, ma che possono realmente fare la differenza nell’aiutare a metterci in sicurezza da situazioni spiacevoli:

  • È sempre meglio non divulgare i propri spostamenti, né i propri orari di lavoro o le vacanze; Oggi, infatti, è sempre più diffusa la moda di comunicare agli altri, tramite i social network, il momento in cui si finisce di lavorare dopo una giornata stancante, o ancor di più la partenza per un viaggio tanto atteso. Tutte queste informazioni, se “cadessero” nelle mani sbagliate, potrebbero portare delle brutte sorprese;
  • La sicurezza non è mai troppa. Proteggere e duplicare documenti importanti, anche per eventuali rintracciamenti o rivalse, è importante;
  • Non esporre i propri dati. Limitarsi, ad esempio su cassetta postale e citofono, a scrivere solo il cognome, senza troppi dettagli;
  • Non lasciare mai le chiavi in macchina o in luoghi facilmente accessibili;
  • Mantenere buoni i rapporti di vicinato può tornarvi utile: i vicini di casa, soprattutto in caso di assenza prolungata, possono rappresentare una risorsa. Ovviamente, sarebbe carino restituire il favore, in caso di bisogno;
  • Proteggere eventuali contatori posti in aree comuni, così da impedire manovre da parte di esterni o potenziali scassinatori, che ad esempio potrebbero approfittarne per staccare la corrente;
  • Tenere sempre accesa qualche luce, che sia all’interno o all’esterno dell’abitazione: la visibilità scoraggia i furti;
  • Non attaccare mai targhette identificative alle chiavi e, in caso di smarrimento, provvedere subito a sostituire la serratura;
  • Ovviamente, ricordarsi di sfilare le chiavi dalla serratura esterna, una volta entrati in casa;
  • Blindare gli ingressi all’abitazione e aggiungere sempre spioncini e serrature di sicurezza per poter osservare se qualcuno dovesse avvicinarsi;
  • In caso disponiate di un impianto di antifurto: inserirlo sempre, anche per brevi uscite. Stabilire un collegamento diretto con la centrale di polizia e i carabinieri.

Oltre a questi suggerimenti, si può dire che la situazione ideale per assicurarsi contro l’eventualità di effrazioni risieda nella combinazione di sistemi di sicurezza attivi e passivi.

Qualche esempio: inferriate, persiane blindate, tapparelle di sicurezza e serramenti blindati… uno o più di questi abbinati, ad esempio, ad un sistema di antifurto.

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